Calanducci (Nike) colpevole di aver denunciato un atto omofobo su Facebook viene sanzionato dagli amministratori del popolare Social Network

Dopo aver denunciato un atto di omofobia facendo screenshot, l’account Facebbok di Calanducci viene bloccato per 24 ore. 

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Accedere su fb e non poter mettere mi piace (cosa che amo), non poter commentare, non poter pubblicare nulla. E per di più c’era una motivazione: “Facebook ha messo in manutenzione il suo account per la rimozione di un post (era indicata una precisa foto, ndr) dal contenuto offensivo, violando il codice di condotta. Essendo la seconda volta che il suo account le viene messo in manutenzione, le viene inflitta la sanzione dell’interdizione delle principali funzioni del suo account (pubblicazione, commento e mi piace, ndr) e sono in corso di valutazione eventuali azioni legali. La informiamo, ove avverrà nuovamente una sua violazione del codice di condotta, che il suo account incorrerà nella sanzione massima: disabilitazione dello stesso e rimozione del profilo.”Mi sono macchiato di una violazione eccessiva: LA DENUNCIA DI UN COMPORTAMENTO OMOFOBO! Una discussione PUBBLICA di due soggetti che aveva un contenuto PALESEMENTE OMOFOBO. La mia colpa è stata quella di fare lo screenshot di quella discussione pubblica, di averla prima pubblicata in un gruppo chiedendo che la passassero alla persona offesa, in modo che li querelasse. Un ragazzo non appena vista la foto, sentendosi offeso e affermando che li volesse tanto incontrare per strada questi soggetti (per manifestare la sua offesa), alla mia proposta di pubblicazione sul mio account con relativo tag di costoro che hanno tenuto quel comportamento omofobo, in modo da poter manifestare il suo stato, ha acconsentito. A quel punto i ragazzi non stigmatizzando il loro comportamento e uno di loro continuando e rincarando, si sono attirati l’attenzione del biasimo pubblico. Fortunatamente i due si son ravveduti e pubblicarono una pubblica lettera di scusa e di chiarimento su quel comportamento (passo lodevole, ma a mio parere tardivo). Ieri mattina Facebook mi rivolge questo avviso e QUESTA SANZIONE PER IL MIO COMPORTAMENTO COLPEVOLE! S’è configurato llo straordinario fatto che chi avesse denunciato un comportamento omofobo dovesse subire delle restrizioni, chi invece quel comportamento l’avesse tenuto (COMPORTAMENTO OMOFOBO) fosse libero e senza alcuna restrizione. E TUTTO ATTRAVERSO UN GIUDIZIO SOMMARIO, SENZA COGNIZIONE DEI FATTI E SENZA POSSIBILITA’ ALCUNA DI DIFESA. Soltanto perchè dei fascistelli, supporter non di Nello Musumeci, ma di qualche aspirante onorevole all’Ars aveva segnalato in massa quel post. DUNQUE IL COMPORTAMENTO OMOFOBO, sebbene chiarito, RIMANEVA IMPUNITO, LA DENUNCIA ESPIAVA LA COLPA. E poi il modo di espiazione: UN BAVAGLIO A QUALSIASI LIBERA ESPRESSIONE PUBBLICA DEL MIO PENSIERO. Ma non solo. Ieri essendo pure il 31 Agosto, ultimo giorno di compilazione della domanda online della borsa di studio, come ho fatto fino a giorno 30, NON HO POTUTO DARE IL MIO QUOTIDIANO CONTRIBUTO DI ASSISTENZA ALLO STUDENTE. Cioè dovevo essere doppiamente cesso!A chi mi dice che ho sbagliato, che me la sia cercata ed è serio nel dirmelo, per carità poi non andate alle fiaccolate per Borsellino e Falcone, o vi meravigliate per le esternazioni omofobe pubbliche di berlusconi doverosamente stigmatizzate nei canali di informazione. SUVVIA SIATE PIU’ COERENTI e DEMOCRATICI DI FACEBOOK.

Ringrazio tutti coloro che mi hanno chiamato e mostrato in privato o pubblicamente la loro solidarietà. Una sola parola ma davvero sentita: GRAZIE!

 

Nicola Calanducci – Coordinamento Giurisprudenza- Associazione Nike 

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Il lusso di fare politica?

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Condivido con voi il post che ho scritto sul portale di FinalmenteSud nell’area di discussione lanciata da Annamaria Parente sul finanziamento pubblico dei partiti. 

Credo che sia imprescindibile una forma di finanziamento pubblico per i Partiti, se non vogliamo che ad occuparsi della Cosa Pubblica sia solo l’élite dei possidenti. Rinunciare a una forma di finanziamento pubblico significherebbe fare un passo indietro, e tornare all’Ottocento, quando solo i Signori si occupavano di politica. Tuttavia il problema sui costi della politica c’è. E mentre agli Italiani vengono chiesti sacrifici enormi, campeggiano sulle prime pagine dei giornali titoloni sugli scandali di Lusi, Rutelli da una parte e Belsito e the Family dall’altra. Ottimo materiale per una soap opera ma anche per scatenare scintille rivoluzionarie. La rabbia è molta, il rischio di una deriva è molto vicino, e i recenti sondaggi non rassicurano.

La risposta però al populismo non può e non deve essere populista. Non può essere: rinunciamo all’ultima trance. Ma facciamo una legge seria sul finanziamento ai partiti.

Ho 22 anni, studio ma non lavoro. E posso dirVi che in questo momento fare politica è già un lusso. E faccio solo qualche esempio che deriva dalla mia esperienza personale.

Mi occupo di politica universitaria e se per esempio si organizza un’iniziativa e c’è da stampare i volantini e le locandine a pagare siamo noi ragazzi.

E poi magari entro al Partito e trovo migliaia di volantini a colori, grafica da paura che vengono da Roma, accatastati in una stanza. Questo è uno spreco bello e buono e uno schiaffo a chi è costretto a d autofinanziarsi e ogni volta che chiede un soldo al partito la risposta è una e una sola “Non ci sono soldi”. La cosa tragica è che è così, le casse sono veramente vuote quando va bene, indebitate nella stragrande maggioranza dei casi.

O ancora: sabato mi sono recata a Palermo per la riunione di coordinamento per FinalmenteSud. Andare a Palermo ha un suo costo, e i denari spesi per fare il rifornimento dell’auto sono ancora della nostra saccoccia.

E allora, magari io e altri come me, seppure non navighiamo nell’oro questa spesa la possiamo anche fare, ma chi non ha soldi neanche per campare è già a priori tagliato fuori dalla possibilità di fare politica.

Perché fare politica è un lusso che ha i suoi costi. Quindi se ha una legge sui partiti deve essere fatta si preveda il decentramento del finanziamento.

L’autonomia passa sempre per l’indipendenza economica. Il quadro politico aberrante che viviamo è questo. E le scelte ad oggi sono due: o rinunciare all’indipendenza e diventare “comitato elettorale” del SignorottodiTurno disposto a finanziarti. Oppure diversamente farà politica chi ha proprie risorse economiche sufficienti, che lo rendono “indipendente” dal finanziamento del SignorottodiTurno.

Per quanto riguarda il Pd, inoltre, penso che sia fondamentale puntare sul rispetto delle regole che ci siamo dati. Se è previsto che chi ricopra degli incarichi istituzionali versi una percentuale dei propri “guadagni” al Partito, questa regola deve essere applicata.

Ènecessario smontare pezzo dopo pezzo l’idea che dalla Politica o dal Partito si possa guadagnare denaro. Questa idea a mio parere deve guidare la nuova legge sui finanziamenti.

 

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prima riunione di redazione

Gli (aspiranti) giornalisti allo sbaraglio si sono riuniti al Monastero dei Benedettini, venerdì 23!

Ecco alcuni momenti dell’assemblea:

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Entro il 10 Ottobre, inviaci per favore un tuo articolo (a tua discrezione il contenuto), la redazione si riunirà il prossimo mese, fine Ottobre, per affidare gli incarichi delle varie rubriche.

Anzi: se hai idee e suggerimenti (un nome curioso per una rubrica per esempio !) non esitare a condividerle con noi!

Entra anche Tu nel progetto, per maggiori informazioni manda una mail a 60pezzi@gmail.com

elenacaruso@live.it

oppure chiama il numero 3407242636

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A.A.A. CERCASI

60pezzi è IL progetto che intende riunire quanti intendono lanciarsi nel mondo del giornalismo, facendo informazione e inchiesta sul territorio di Catania.

Gli unici requisiti richiesti sono: fiuto (lo so sa un po’ di cane ma non guasta!) per le notizie, entusiasmo, e carta e penna (meglio ancora un notebook!) !

Se sei interessato al progetto non esitare a mandare una mail all’indirizzo elenacaruso@live.it

Elena

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